Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Preferenze cookies

10 FEBBRAIO 2024 – 20° ANNIVERSARIO DEL GIORNO DEL RICORDO PER LE VITTIME DELLE FOIBE

giorno_del_ricordo

Venti anni fa veniva approvata la legge 92/2004 che istituiva il Giorno del Ricordo il 10 febbraio di ogni anno, al fine di non dimenticare tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre.

In questa giornata l’Ambasciata d’Italia è vicina alla comunità giuliane dell’Uruguay, e vuole fare memoria dei tragici fatti avvenuti nel confine nord orientale dell’area della Venezia Giulia e della Dalmazia durante e subito dopo la Seconda Guerra mondiale.

Nei due anni successivi all’occupazione nazista della Venezia Giulia, conseguente all’armistizio dell’8 settembre 1943, i partigiani jugoslavi attuarono incursioni per la conquista della regione. Con la disfatta tedesca del 1945, tale obiettivo venne raggiunto, Venezia Giulia e Istria vennero occupate dall’esercito comunista del maresciallo jugoslavo Josip Broz “Tito”, il quale consentì persecuzioni e soprusi nei confronti degli italiani residenti nella regione, considerati potenziali o presunti oppositori o nemici del suo regime. La violenza del regime comunista di Tito si abbatté sui militari, sui fascisti e, soprattutto, sulla popolazione civile contraria all’annessione alla Jugoslavia e alla dittatura comunista, fino a configurare una vera “pulizia etnica”: nostri connazionali furono affamati e vessati in campi di prigionia o gettati nelle foibe, profonde gole carsiche presenti nella Venezia Giulia, senza processo. Trovarono la morte tra 6.000 e 9.000 italiani, secondo una stima ancora approssimativa. A tale massacro seguì l’esodo giuliano-dalmata, con un’emigrazione forzata dalla propria terra che coinvolse tra 250.000 e 300.000 Italiani.

Perché il 10 febbraio? Il 10 febbraio 1947 venne firmato il Trattato di Pace di Parigi, che confermava l’annessione alla Jugoslavia di quasi tutta la Venezia Giulia e di Zara, già occupate militarmente. Tale Trattato prevedeva il Territorio Libero di Trieste sotto il controllo delle Nazione Unite. Successivamente T.L.T. fu diviso in due parti: Zona A (attuale provincia di Trieste) sotto un governo militare alleato e la Zona B (Istria nord-occidentale) sotto l’amministrazione militare jugoslava.

Il Giorno del Ricordo rimane fondamentale per ricordare le vittime del massacro e dell’esodo forzato, nonché per stimolare una riflessione sulle conseguenze che ideologie nazionaliste portate all’estremo. La risposta dev’essere un impegno sempre più forte verso l’inclusione e la collaborazione tra persone e popoli.